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Leader Società Cooperativa Consortile

Società di servizi reali promossa da Confcooperative Puglia

   
 
 
POR PUGLIA 2000/2006 MIS. 5.3

- L'intervento psicologico nell'età evolutiva: il lavoro con il minore e la famiglia


-  Il Fund raising: una sfida per le cooperative sociali

- La relazione educativa nei servizi territoriali

- Operatore per casa famiglia con adolescenti a rischio

- Le cooperative sociali:organizzazione e gestione

- Analisi e metodi per l'inserimento lavorativo dei diversamente abili  

- Tecniche di animazione  

- Informatica di base

- Qualità-ambiente- sicurezza in azienda

- Inglese

- Organizzazione sociale e no profit  

POR PUGLIA 2000/2006 MIS. 3.8  

- Informatica di base

- Qualità-ambiente- sicurezza in azienda

- Inglese


 
 
 
 
 
 
 

 

 
 

OBIETTIVI

La legge 149/2001 (modifica della disciplina dell’adozione e dell’affidamento) sancisce il diritto di ciascun minore a crescere in una famiglia.

In tal senso la legge promuove una serie di iniziative a favore della famiglia tese ad assicurare la possibilità per ogni nucleo familiare di progettare e gestire il proprio benessere.

Qualora la famiglia di origine non sia in grado di assicurare al bambino o all’adolescente un clima affettivo idoneo a un’equilibrata crescita psicofisica, egli potrà essere affidato temporaneamente ad una famiglia affidataria la quale avrà il compito di garantire al giovane tutti i suoi diritti, compreso quello di mantenere i rapporti con la sua famiglia di origine.

Ove non sia possibile per il minore crescere in una famiglia, quella d’origine o quella affidataria, egli dovrà essere affidato a una comunità di tipo familiare «caratterizzata da organizzazione e da rapporti interpersonali analoghi a quelli di una famiglia» (articolo 2).

La legge 149/2001 prevede inoltre la chiusura entro il 31 dicembre 2006 degli istituti per i minori.

L’imminente chiusura degli istituti o la riconversione degli stessi in comunità educative di tipo familiare rende urgente la realizzazione di strutture idonee in grado di accogliere l’utenza in cerca di nuova collocazione.

 

Attraverso la trattazione dei temi qui di seguito esposti, si intendono offrire una serie di strumenti operativi necessari per poter progettare, realizzare e gestire una casa famiglia per adolescenti a rischio di disagio psicosociale.

L’obiettivo primario è quello di fornire conoscenze e competenze riguardanti questo specifico ambito di intervento affinché i professionisti del sociale possano dar vita ad iniziative complesse quali l’avviamento di un servizio

 

CONTENUTI DIDATTICI

•  La casa famiglia per adolescenti a rischio: nascita ed evoluzione

•  La comunità educativa e la legislazione di riferimento

•  Finalità e obiettivi di una casa famiglia

•  Orientamenti teorici e modelli di riferimento

•  Molteplicità di interventi: metodologie e strategie

•  Gli strumenti operativi

 

•  La ricerca della struttura: caratteristiche strutturali e ambientali

•  Le autorizzazioni necessarie

•  La ricerca di finanziamenti

•  Il progetto educativo globale

 

•  Professionisti che operano nella casa famiglia

•  Gestione dell’equipe: ruoli e funzioni del personale.

•  Le difficoltà dell’operatore: ipercoinvolgimento, burn out, la gestione del conflitto

 

 

•  Il minore e il progetto educativo individuale. Come, quando e cosa progettare

•  Il minore e il servizio inviante

•  Il minore e la famiglia di origine

•  Procedure di inserimento del minore in casa famiglia

•  La gestione della quotidianità nella casa famiglia

•  Il gruppo dei minori

•  Rapporto tra utenti ed operatori

•  Il rapporto con la famiglia di origine

•  La relazione tra gli operatori

 

DURATA

VARIABILE DA 30 A 75 ORE A SECONDA DELLE ESIGENZE DI APPROFONDIMENTO

      

 

 

 

 

 

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